Buon Natale! Tra luci e brindisi si nasconde anche qualche ombra

Ebbene si ci siamo. La festa più attesa dell’ anno è alle porte luci, festoni, addobbi, cene per scambiarci gli auguri e tappi che saltano.

Il Natale non è solo un momento di gioia e condivisione. Il Natale è la festa dell’Amore e possiamo dirlo non c’è sentimento più scomodo dell’amore. Se poi ci aggiungiamo che il Natale è anche la festa della famiglia la faccenda si complica.

Come osserva lo psicoanalista newyorkese Shengold: “Il Natale è il momento in cui rimpiangiamo l’infanzia felice che abbiamo perduto o non abbiamo mai avuto”, non a caso si dice che il Natale è la festa dei bambini.

Per gli adulti spesso diventa un’occasione forzata di incontri con parenti e colleghi un obbligo al quale si sfuggirebbe volentieri spesso fa riemergere ansie e gelosie.

Diversi studi confermano come il Natale possa essere un momento difficile per chi è particolarmente fragile. Certe persone possono provare il “Christmas effect” descritto già nel 1981 da J R Hillard che provoca un aumento di ricoveri e delle richieste di aiuto per motivi psicopatologici nei giorni immediatamente successivi alla festa.

Anche nella stanza della terapia non è difficile rintracciare sintomi di un disagio più o meno latente. Ecco alcuni elementi: la sofferenza legata al sentirsi esclusi da un nucleo familiare che non esiste o non ci appartiene più. Questo sensazione si acutizza nelle persone single, negli anziani soli, negli amanti il cui partner trascorre le feste in famiglia.

Altre volte il conflitto psicologico nasce dalla nostalgia (nostos-algia ritorno del dolore) per l’ esperienza infantile spesso vissuta in modo idealizzato, e dal rimpianto per le speranze che non si sono tradotte in realtà.

L’avvicinarsi delle feste fa riemergere in molti di noi le frustrazioni che abbiamo vissuto da bambini, il senso di essere stati privati di qualcosa l’affetto, i doni, attenzioni che i nostri coetanei o i nostri fratelli ricevevano.

Alla volte questa sensazione è giustificata altre volte invece è il prodotto della nostra nevrosi ma questo non la rende meno dolorosa. La sensazione di trovarsi di fronte ad una promessa mancata può generare rabbia e malessere che spesso si manifesta attraverso il corpo. Il sonno il diventa disturbato, l’appetito o aumenta in maniera considerevole o diminuisce.

Come ci ricorda lo psicoanalista Aletti: “Per la sua cadenza ciclica il Natale ci da la sensazione del tempo che passa e ci costringe a fare i conti con la nostra esistenza”. Il Natale oggi non è più una ricorrenza intima ma un obbligo sociale.

Rimanere fuori da una certa ritualità comporta il rischio di un isolamento sociale. Basti pensare alla corsa frenetica per la ricerca dei regali. Presi da svariati impegni e obblighi diventa difficile trovare il tempo per fare un regalo adatto alla persona. Sempre più spesso nella ricerca siamo guidati dall’ansia di non farci trovare impreparati. Sarà capitato anche a voi di sentire espressioni tipo: “Devo ancora fare i regali di Natale”.

Lavorando con coppie che non riescono ad avere dei figli mi è capitato più volte di sentire acutizzarsi il loro dolore rispetto ad un figlio, che anche per questo anno si fa attendere. Come se il Natale amplificasse la loro inadeguatezza rispetto alla possibilità di ricevere un dono.

Spesso dietro a posizioni rigide di chiusura e di ribellione nei confronti del Natale si può anche nascondere una forma narcisistica. Sempre Alietti ci ricorda che: “Soprattutto con la diffusione dei social l’autocommiserazione pubblica può diventare una forma di autocelebrazione. Ostentare la propria diversità spesso è un modo più sottile di essere notato. Per comprendere bene questo fenomeno basta tornare per un attimo alla nostra adolescenza“.

Per ultimo ma non per ultimo, il Natale essendo anche un momento di riunione familiare accentua il dolore in caso di lutti e di perdite cosi come avviene per ogni ricorrenza.

Il male di Natale è un male della persona nella sua integrità come per ogni malessere psicologico.

Un invito potrebbe essere quello di non combattere la solitudine ma imparare a vivere la propria “singolitudine”. Trovare un proprio modo di trascorrere le festività natalizie che si discosta dal rituale collettivo senza pagare l’ oneroso prezzo dell’ esclusione.

L’augurio è quello di trascorrere delle piacevoli giornate cercando di non forzarsi ad essere felici ma scegliere di essere se stessi passando del tempo con le persone che amiamo, che per il fatto di esistere rendono la nostra vita migliore.

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